[Mostly Weekly ~368]
Sovranità digitale e illusioni AI
A cura di Antonio Dini
Numero 368 ~ 22 marzo 2026
Archivio: antoniodini.com/archivio/
Per iscriversi: antoniodini.com/iscrizione/
Grazie per aver aperto questa pagina! Mostly Weekly è una newsletter settimanale che esce quando è pronta, realizzata a mano, piena di refusi ma priva di algoritmi e AI (almeno quello).
Se volete, potete sostenere Mostly Weekly scegliendo di fare una piccola offerta che permette alla newsletter di restare gratuita per tutti e tutte e a me di proseguire il mio lavoro. Vi basterà cliccare qui su PayPal (opens new window) in modalità Amici (è una donazione, dopotutto, non una compravendita). In alternativa, se vi piace questo numero, potete condividerlo con una persona cara.
Intanto, buona lettura.

La realtà, la scienza e l'arte sono un libro. Lo stesso libro
– Andrea Moro
Editoriale
Pensare è una dipendenza
Decenni di neoliberismo hanno martellato un unico messaggio: salute, felicità, successo dipendono solo da noi stessi. Il sistema premia chi si ottimizza senza sosta, chi si interroga compulsivamente sul proprio io. E così l'introspezione è diventata un obbligo sociale. Per caso? No, non proprio.
Alex Olshonsky, in un saggio che merita attenzione (opens new window), spinge il ragionamento oltre. La stessa meccanica che alimenta le dipendenze da sostanze governa anche il pensiero ossessivo: fuggire il disagio, cercare sollievo, ripetere.
L'oggetto cambia, dagli oppiacei a Instagram alla produttività, ma il movimento è sempre lo stesso: scappare dalla sensazione e afferrare la prossima cosa che promette sollievo. Pensare è solo una versione più rispettabile di questo meccanismo. Dà l'illusione del controllo.
La soluzione non sta nello smettere di riflettere: un po' di introspezione serve. Il punto è capire se guardarsi dentro sia diventato così totalizzante da farci dimenticare di guardare fuori, verso gli altri, verso il casino collettivo in cui siamo immersi. Hussain coglie il paradosso: «Trasformare ogni stato interiore in qualcosa da sistemare ha reso la vita più piccola, non più grande».
È una strana ironia, a pensarci. Tutto questo lavoro su noi stessi, e ci ritroviamo con meno "noi stessi" da offrire agli altri.
Lo stesso punto, argomentato in maniera diversa, viene da Vogue India (opens new window), dove Sara Hussain spiega perché nel 2026 non vuol più "lavorare su me stessa".

Importante
Hello Bernie
La notizia tech della settimana arriva proprio all'ultimo. È il video di Bernie Sanders che parla con Claude (opens new window), il chatbot di Anthropic. Tutto da vedere. La cronaca, a volte approssimativa, (opens new window) punta comunque sulle critiche (opens new window) (ovviamente (opens new window)). Il commento più diffuso? È che si tratti di un cattivo uso dell'AI. Il messaggio è chiaro (l'AI è pericolosa, va guidata). L'idea è che Bernie stesse usando Claude solo per un pregiudizio di conferma, non per una vera discussione. Approccio ingenuo per dire che sembra una messa in scena molto ben coreografata (fotografia e regia del video sono notevoli, ma l'idea che Sanders alla fine convinca Claude, be', quella sa tanto di lavoro di pr). E la moratoria unilaterale? Boh, proposta logica ma irragionevole che serve per poter dire, quando sarà il momento, "Io ve l'avevo detto".
Formiche, cicale e altri animali
Con la guerra ci sono notizie drammatiche di tutti i tipi, incluse quelle che toccano il prezzo dell'energia. Certo, facendo saltare in aria gli impianti di stoccaggio e distribuzione del petrolio e del gas naturale è chiaro che chi non ha da tempo investito su fonti alternative adesso ha un sacco di problemi. Noi, ad esempio, non abbiamo fatto una beata mazza. Altri no, come spiega a margine del Consiglio Europeo del 20 marzo scorso Pedro Sanchez (opens new window), il premier spagnolo. Sanchez ha attribuito il divario nei prezzi dell'energia tra la Spagna e il resto d'Europa alla scelta strategica del suo governo di investire nelle energie rinnovabili. "Sabato scorso la Spagna ha registrato un prezzo dell'elettricità di 14 euro al megawattora. In Italia, in Germania e in Francia era superiore a 100 euro al megawattora", ha detto. Finiremo al buio, come Cuba.
Cara, vecchia Europa
La rivista Le Grand Continent (opens new window) è un progetto nato sei anni fa, lingua principale il francese (opens new window) ma ci sono contenuti anche in italiano (opens new window), spagnolo (opens new window). È la rivista delle élite, dei think tank, dell'idea di Europa liberale che ha un ruolo e un senso, vaso indistruttibile tra i vasi di acciaio degli Stati Uniti, della Russia e della Cina. È la rivista che vuole svelare il potere mondiale, divenuto sempre meno trasparente condiviso partecipato e inclusivo, ma lo fa sentendone il fascino e il richiamo arcano.
Viaggio attorno alla Luna
Artemis II sta per riportare l'uomo attorno alla Luna (opens new window), dopo una vita: più di 50 anni. Sono gli americani Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen: staranno in orbita lunare per 10 giorni.
Italiana
Transumanesimo
Dal cyborg critico al corpo-merce: com’è che il transumanesimo è diventato ormai il senso comune nell’era delle piattaforme. Una lettura critica (opens new window) di Seleina Anastasi (opens new window).
Mai più senza
Faticoso e insopportabile momento-PK, la presuntuosa serie Disney del 1996 che doveva segnare una discontinuità (opens new window) (PK – Paperinik New Adventures, era la versione più adulta e smaliziata (opens new window) del supereroe Paperinik), è finita anche sulla scrivania di Noam Chomsky (opens new window). Pensa te.
Anabasi e catabasi
Due parole greche che sembrano semplici ma nascondono una trappola. Anábasis (ἀνάβασις) significa letteralmente "salita", da ana- (su) e baino (vado): l'Anabasi di Senofónte racconta la marcia dei Diecimila verso l'interno dell'Asia, cioè verso l'alto, verso gli altopiani persiani. Katábasis (κατάβασις) è il contrario: "discesa", kata- (giù). Fin qui tutto chiaro. Ma i greci erano mediterranei, e il loro sistema di riferimento era il mare: si "sale" quando ci si allontana dalla costa verso l'entroterra (che spesso è montuoso), si "scende" quando si torna verso il mare. Lo diciamo anche noi quando siamo in vacanza: "Scendo in spiaggia a fare il bagno", "Salgo su a mangiare". Quindi l'anabasi non è genericamente una salita, è un andare verso l'interno; la catabasi non è una discesa qualunque, è un ritorno verso la costa. O, per estensione del mito, una discesa agli inferi (Orfeo, Ulisse, Enea). Il bello è che in italiano abbiamo ereditato le parole originali (anàbasi (opens new window) e catàbasi (opens new window)) svuotandole del contesto geografico greco, e [le usiamo quasi solo in senso figurato o letterario](https://libreriamo.it/lingua-italiana/lingua-italiana-di-anabasi-catabasi/: l'anàbasi come impresa eroica e disperata, la catàbasi come viaggio interiore (o discesa nel buio). Si sono impoverite, insomma.
Multimedia
Hair Metal 1
Messaggi in bottiglia dagli anni Ottanta: l'hair metal. Fiona (opens new window) (Flanaghan) con Talk to me (opens new window).
Hair Metal 2
Protagonisti della scena hair metal di Los Angeles, i Ratt (opens new window) sono stati una band di quelle da seconda fila: importanti ma mai realmente famosi. Out of the cellar (opens new window) è comunque un bell'ellepi.
Hair Metal Lollapalooza
I gruppi di riferimento dell'hair metal, sostanzialmente heavy metal impacchettato per Mtv, furono non a caso gli Europe, nel 1986, con l’album The Final Countdown (opens new window), i Bon Jovi con Slippery When Wet (opens new window) nel 1986, i Def Leppard nel 1987 con Hysteria (opens new window), e infine nel 1988 ancora gli Europe con Out of This World (opens new window), considerato uno dei migliori lavori del genere. Ma pochi ricordano che a far partire il genere, nel 1981, furono i Mötley Crüe (opens new window).
Tsundoku
Il libro è rivoluzione
Visto che qui si parla di libri (anziché leggerli), vediamoli anche: L'8 luglio del 2025 Andrea Moro, linguista dell'università di Pavia, ha tenuto la relazione "Il libro visionario (opens new window)". Moro ha citato il fenomenale Atoms (opens new window) di Jean Perrin. Menziono anche Le lingue impossibili (opens new window) dello stesso Moro, che poi avevate trovato sopra, tra Noam Chomsky e PK.
Dove l'ho letto?
Continuiamo la parte meta sui libri: qual è il modo giusto per leggerli? Sulla carta, sullo schermo o ascoltandoli? Come leggere - Carta, schermo o audio? (opens new window) è il libro di Naomi S. Baron che cerca di fare un po' di chiarezza su un punto: quali sono le differenze nel modo in cui ci concentriamo, comprendiamo e memorizziamo con i vari mezzi a disposizione. E, cosa incredibile (o, come dicevano una volta, incredibile visu) senza parteggiare per un formato o per l’altro e aprendo nuove prospettive per la lettura.
Le ragioni della lettura
In finis, Jean-Claude Carrière e Umberto Eco avevano scritto questo Non sperate di liberarvi dei libri (opens new window) per raccontare un’ipotesi impossibile, una minaccia inattuale: la morte del libro.
Coffee break
Mostly Weekly è una newsletter libera e gratuita per tutti. Se volete supportare il tempo che passo a raccogliere e scrivere le notizie, potete fare una piccola donazione su PayPal (opens new window) in modalità amici e parenti (che detto così sembra quasi un "in alto le mani, questa è una rapina", però vabbè ci siamo capiti).
Money quote
E sapendo Lionardo che l’ingegno di quel principe [Ludovico Sforza] era acuto e giudizioso, volentieri discorreva con lui lungamente delle cose dell’arte; e gli fece intendere come gli uomini di alto ingegno talvolta operano più quando meno lavorano, cercando con l’intelletto invenzioni e formando nella mente quelle perfette idee che poi esprimono e ritraggono con le mani, già prima concepite e figurate nell’animo
– Giorgio Vasari, Vita di Leonardo

Mostly Sponsor: D3C ~ Piacere di fare la vostra consulenza (opens new window)
Al-Khwarizmi
Una mela al giorno
Gli LLM mainstream (ChatGPT, Claude, Gemini, Llama e pochi altri) stanno cominciando ad essere più affidabili ma solo in inglese. Secondo uno studio di cui parla L'Economist (opens new window) (archivio (opens new window)), invece, nelle altre lingue possono continuare ad allucinare o peggio. Questo perché il materiale delle varie lingue è quantitativamente (e spesso anche qualitativamente) diverso. I più problematici pare siano i discorsi sui temi della salute. (Lo stesso articolo tocca anche un altro tema importante: le lingue che non sono l'inglese consumano più token e quindi costano di più e hanno contesti più brevi perché l'inglese è molto più ottimizzato).
Le ciliege si tiran l'un l'altra
E per scrivere? (perché io perlopiù scrivo) Ecco, l'idea è di collegarsi in remoto per inviare dal proprio computer (io ho un MacBook, ma va bene qualsiasi tipo) i file txt dal repository locale a quello sul Raspberry Pi4. Oppure, accedere da remoto e lavorare là: bisogna danzare un po' (ma è divertente) usando un editor di testo capace di connettersi. C'è VSCode (opens new window)/VSCodium (opens new window) che può fare un accesso "Remote SSH" oppure si possono usare Zed (opens new window) o Nova (opens new window) con funzioni analoghe (a me piace di più Nova (opens new window), fra i tre). Oppure montare il repository in locale e usare il buon vecchio iA Writer (opens new window), nel mio caso almeno.
La sovranità digitale fatta in casa
Ci pensavo quasi per scherzo con un amico: sovranità digitale fatta in casa per chi gestisce la sua vita e il suo lavoro digitale. Vuol dire software e servizi, cioè per molti versi cloud. Ecco: un’architettura domestica, piccola, silenziosa, a controllo personale. Un Raspberry Pi 4 è l'ufficio remoto: repo con i documenti, software open source o "piccolo", accesso sicuro da remoto. Partiamo da Gitea (opens new window), soluzione self hosting leggerissima di git, praticamente GitHub fatto in casa. Hugo (opens new window) e lighttpd (opens new window) sono la coppia perfetta per gestire un sito statico che faccia da front-end per molte attività pubbliche. WireGuard (opens new window) è la VPN per rientrare a casa da qualsiasi rete. Nextcloud (opens new window) a quanto pare è il servizio cloud migliore da usare oggi, gestibile in self hosting: si crea e si sincronizza senza passare da piattaforme altrui. Troppo per un solo RPi4? Forse no. Ma se avete anche un Raspberry Pi Zero, lo usate come osservatorio di cosa succede con Netdata (opens new window) e altri tool di analisi e monitoraggio. Due ruoli chiari: una macchina costruisce e gestisce, l’altra sorveglia. Tema interessante, ci ritornerò, se avete idee mandatemele (niente di troppo complicato però).
ps: io sto con Oriana Fallaci: Un cappello pieno di ciliege (opens new window).

La coda lunga
Questione di prospettiva
Grammatica, stile e reputazione: tutto in vendita, purché sotto forma di avatar. È quello che è successo con “Expert Review” (opens new window), la funzione lanciata da Grammarly che prometteva revisioni alla maniera di Stephen King o Carl Sagan. Peccato che nessuno di loro, vivi o morti, avesse dato il permesso.
A far saltare il banco è stata la giornalista Julia Angwin, che ha scoperto di essere diventata a sua volta un “prodotto”: il suo stile editoriale venduto dentro un abbonamento premium. Ha coniato il termine “slopperganger” e ha avviato una class action contro la casa madre Superhuman (opens new window) per appropriazione indebita d’identità (una cosuccia da 5 milioni di dollari).
Il CEO Shishir Mehrotra si è scusato e ha ritirato tutto, ma il punto resta: non solo voce e volto, anche il giudizio professionale, il modo in cui pensi, può essere copiato, impacchettato e monetizzato.
Fino a quando non è l'autore stesso a farlo: secondo me i grandi scrittori di pulp e letteratura seriale di mezzo secolo fa sarebbero, gente come Donald E. Westlake/Richard Stark e Lester Dent (opens new window), veri e propri "operai della parola", si sarebbero fatti un modello su misura sul Mac Studio e avrebbero passato le loro giornate a far prompt complicatissimi per tirare fuori un romanzo al giorno.

Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano
– G.K. Chesterton
END
Ti è piaciuta? Inoltrala a chi potrebbe essere interessato
Se l'hai ricevuta, puoi iscriverti qui
L'archivio dei numeri passati invece è qui
Se vuoi contribuire al futuro di Mostly Weekly, puoi fare una piccola donazione usando PayPal (opens new window) modalità Amici
Buona domenica!